Puntata quindicesima. La mia vacanza palermitana con il mare negli occhi
Dopo aver percorso tutto il tratto delle mura delle cattive con i suoi sontuosi palazzi e il belvedere sul Foro Italico, scendiamo da una scalinata sul lato opposto da cui siamo saliti e ci troviamo in prossimità di via Alloro. Camminando verso il mare, Ruggero ci indica una struttura in stile neoclassico che ci riporta indietro nel tempo ai giorni dei Florio e della Belle Époque.
Durante la Belle Époque, Palermo divenne una meta ambita da viaggiatori stranieri, dall’alta borghesia e da teste coronate, attratti dal clima mite e dal fascino di una città leggendaria per la sua ospitalità. Ruggero ci spiega che la struttura è il Palchetto della Musica, noto anche come Palchetto della Musica al Foro Umberto I, voluto da Ferdinando di Borbone. Costruito nel 1844 su progetto di Domenico Lo Faso Pietrasanta, duca di Serradifalco, e dell’architetto palermitano Carlo Giachery, questa passeggiata era conosciuta come “Foro Borbonico” prima dell’Unità d’Italia. Era qui che gli orchestrali si esibivano per intrattenere coloro che passeggiavano godendo della vista sul mare.
I concerti all’aperto hanno una lunga tradizione a Palermo, rendendo la città una delle principali promotrici di questa pratica nel mondo. Già dal Seicento, esecuzioni musicali all’aperto facevano parte della vita culturale locale, rappresentando una sorta di “anomalia positiva” nella storia. Nel corso dei secoli sono stati creati spazi dedicati per le esibizioni orchestrali, veri e propri teatri en plein air che, sebbene sembrassero aperti a tutti, erano soprattutto destinati all’aristocrazia. Questo richiamo alle arti, come spesso accade, arricchisce il patrimonio storico di Palermo.
Ruggero conclude mostrandoci che proprio al Foro Italico negli ultimi anni sono stati organizzati grandi concerti grazie alla collaborazione tra Radio Italia, il Comune di Palermo e la Città Metropolitana di Palermo. Prima di arrivare sotto la porta Dei Greci, notiamo una statua e Ruggero ci racconta la storia del personaggio raffigurato.
La statua marmorea, eretta nel 1875, raffigura Vincenzo Florio, scolpita dallo scultore Vincenzo D’Amore. Ruggero ci fa un sunto della storia di Vincenzo Florio e della sua famiglia: nato a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 4 aprile 1799, Vincenzo si trasferì con la famiglia a Palermo quando aveva solo tre mesi. Suo padre Paolo Florio e lo zio Ignazio aprirono a Palermo una aromateria che ebbe grande successo.
Dopo la morte di Paolo nel 1807 e di Ignazio nel 1829, Vincenzo, allora ventinovenne, prese in mano l’attività di famiglia. Diventato senatore, intraprese numerosi progetti industriali, tra cui la rinomata produzione di vini Marsala e la fondazione di importanti compagnie di navigazione. La sua influenza si estese anche nel settore degli zolfi con la “Anglo-Sicilian Sulphur Company”. Vincenzo Florio morì a Palermo nel 1868.
Foto di C. Pezzillo, il Palchetto della Musica al Foro Italico.
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