Una gita a Capaci puntata 1. Il minestrone di San Giuseppe, Tradizione secolare a Capaci

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Una gita a Capaci (racconto di Salvatore Arena)

Puntata numero 1

Mi chiamo Ruggero e, in un lungo weekend di metà marzo, ho avuto il piacere di accogliere a Palermo i miei amici padovani: Graziana, suo marito Claudio e i loro due figli. Con loro c’era anche la famiglia Pierobon, amici vicentini. Dopo averli accompagnati in giro per il centro di Palermo, facendogli scoprire i colori, i sapori e le tradizioni della nostra città, abbiamo deciso di trascorrere il 19 marzo nel vicino paese di Capaci, a circa 15 km da Palermo.

La scelta di visitare Capaci non è stata casuale: ogni anno, in occasione della festa di San Giuseppe, nel cuore del centro storico si rinnova una tradizione profondamente radicata nella comunità. Gli abitanti del paese, con grande devozione, preparano un delizioso minestrone che viene offerto gratuitamente sia agli abitanti sia ai visitatori. È un momento di condivisione e accoglienza che incarna perfettamente lo spirito della festa.

Il 19 marzo, infatti, Capaci ospita la Sagra del Minestrone di San Giuseppe, un evento organizzato con amore e dedizione dagli abitanti del centro storico. Il piatto protagonista è una minestra saporita e profumata, preparata con legumi, broccoli, verdure fresche, olio d’oliva e pasta. Questa pietanza ricorda quelle che le nonne cucinano per esprimere tutto il loro affetto, trasformando il cibo in un gesto d’amore. Durante la sagra, il minestrone viene offerto a chiunque lo desideri, creando un’atmosfera di calore e comunità.

Ho scelto Capaci per questa gita fuori porta proprio per raccontare ai miei amici del Nord che questo paese non è solo tristemente noto per un pezzo di autostrada. Capaci è anche un luogo ricco di tradizioni, storie e sapori, che merita di essere conosciuto e apprezzato per la sua bellezza e autenticità.

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Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena