La scelta della famiglia: un funerale privato per Paolo Borsellino nella Parrocchia di Santa Luisa di Marillac

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A differenza dei solenni funerali di Stato celebrati per Giovanni Falcone nella Chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo, le esequie di Paolo Borsellino si svolsero in un clima profondamente diverso. Per volontà della famiglia, il magistrato fu salutato con una cerimonia privata, celebrata il 24 luglio 1992 nella Chiesa di Santa Luisa di Marillac, in via Franz Liszt, a pochi passi dalla sua abitazione.

I familiari rifiutarono i funerali di Stato come gesto di aperta protesta nei confronti delle istituzioni, ritenute incapaci di garantire la sicurezza del giudice. La cerimonia, officiata da don Giuseppe Bucaro, si svolse in forma strettamente privata e con rigorose misure di sicurezza. La presenza dei rappresentanti politici non era gradita e la vedova di Borsellino rivolse dure accuse allo Stato, denunciando il mancato sostegno e la mancata protezione riservati al marito.

Nonostante il carattere riservato della celebrazione, migliaia di cittadini vollero rendere omaggio al magistrato. Circa 10.000 persone si raccolsero all’esterno della chiesa, stringendosi idealmente attorno al feretro di uno dei simboli della lotta alla mafia.

L’orazione funebre fu pronunciata da Antonino Caponnetto, il magistrato che aveva guidato il pool antimafia di cui facevano parte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Con parole destinate a rimanere nella memoria collettiva affermò: «Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di noi.» Intervenne anche il suocero del giudice, ricordandone il profondo senso del dovere e i valori umani.

Pur nel rispetto della volontà della famiglia, una ristretta rappresentanza delle istituzioni prese parte alla cerimonia: erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Gianfranco Fini e Claudio Martelli.

Il clima di quei giorni era segnato da una fortissima tensione e da una diffusa indignazione popolare. Già il giorno precedente, durante i funerali di Stato dei cinque agenti della scorta – Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina – celebrati nella Cattedrale di Palermo, l’arrivo delle autorità aveva provocato la rabbia della folla. Tra le grida di protesta risuonò uno degli slogan più significativi di quella stagione: «Fuori la mafia dallo Stato!», espressione della sfiducia di una parte dell’opinione pubblica nei confronti delle istituzioni.

Successivamente, per ragioni di ordine pubblico, una commemorazione ufficiale riservata ai cinque agenti della scorta si svolse anche nella Chiesa di Santa Maria Maddalena, all’interno del Comando della Legione Carabinieri di Palermo.

Paolo Borsellino riposa oggi nel Cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo, meta di continui omaggi da parte di cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni che ne ricordano il sacrificio e l’impegno nella lotta contro Cosa Nostra.

Foto: Chiesa di Santa Luisa di Marillac in via Franz Liszt a Palermo

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Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena