Villa Sofia: Una Storia di Eleganza e Trasformazione

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Villa Sofia un origine questa struttura era una villa appartenente ai Marchesi Mazzarino, situata ai margini della Real Tenuta “La Favorita”. Nel 1850, venne acquistata da Joseph Whitaker, un gentiluomo inglese trasferitosi sull’isola per affari, e fu rinominata “Villa Sofia” in onore della moglie, Sophia Elisa Sanderson.

 

La Villa Sophia fu costruita seguendo gli stilemi del nuovo movimento “Liberty”, con un vasto parco arricchito da vasche e piante esotiche, tra cui araucarie, sophore e washingtoniane, seguendo la moda dell’epoca. Nel corso del secolo scorso, divenne celebre per la sua bellezza, tanto che nel 1907 fu visitata dai sovrani inglesi Edoardo e Vittoria.

 

Il complesso presenta un elegante prospetto meridionale, con il piano terra caratterizzato da paraste classiche e il primo piano dotato di una grande terrazza ad L con un portico ionico.

Nonostante la trasformazione della villa in un reparto ospedaliero, alcune stanze conservano la loro integrità originale. Una scala di legno intagliato conduce al primo piano, dove un’anticamera, con soffitto realizzato da Salvatore Gregorietti composto da travi di legno e dipinti di foglie rosse, marroni e verdi, porta ad un grande salone rettangolare collegato alla terrazza, e dall’altro lato ad un vestibolo.

 

Una seconda scala, caratterizzata da una ringhiera in ferro con disegni floreali di Ernesto Basile, conduce al secondo piano. Illuminata da una lunga finestra verticale con vetri policromi dipinti raffiguranti Robert S. Whitaker in costume rinascimentale, questa scala è coperta da un soffitto ligneo.

 

Passata alla Croce Rossa, nel 1953 la struttura fu trasformata in Presidio Ospedaliero, accogliendo diverse modifiche edilizie destinate alle unità di degenza. Attualmente, la portineria, realizzata da Ernesto Basile nel 1894, è stata adibita a sartoria dell’ospedale, utilizzata per la confezione e la manutenzione di camici e divise del personale ospedaliero.

 

Nel settembre del 2014, la Palazzina è stata oggetto di un restauro durato due mesi e mezzo. I lavori hanno compreso la pulitura, la sostituzione e l’integrazione del manto di copertura, la coloritura del prospetto, la deumidificazione delle murature, il restauro degli infissi, la rimozione delle superfetazioni e la realizzazione di colonne lignee mancanti, oltre alla creazione di un’illuminazione artistica.

 

Altri edifici coevi alla villa all’interno del parco includono le stalle, sopra le quali spicca il blasone della famiglia Whitaker: uno stemma inquartato con conchiglie, torri, merli guelfi e rombi, sormontato da un cavallo che tiene fra le gambe anteriori un rombo, e sotto il motto “Spes et Fides”.

Nel 1963, grazie alla donazione di Luigi Biondo (1872 – 1967), ebbero inizio i lavori per la costruzione dell'”Ospedale Geriatrico” a cinque piani, oggi noto come “Padiglione Geriatrico”. Sempre grazie a Biondo, fu eretto un edificio a due piani destinato inizialmente a “Ospedale Pediatrico e Traumatologico”, ora denominato “Padiglione Pediatrico Luigi Biondo”.

 

Attualmente, parte del parco originario non appartiene più all’Azienda Ospedaliera “Villa Sofia – C.T.O.”, a causa dell’ampliamento della struttura ospedaliera che ha portato alla costruzione e ristrutturazione di nuovi padiglioni.

 

All’interno di Villa Sofia, trova posto una chiesa cappellania ospedaliera dedicata ai Santi Camillo de Lellis e Giuseppe Moscati. San Camillo de Lellis fu il fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani), proclamato santo da papa Benedetto XIV nel 1746.

San Giuseppe Moscati, medico di spicco nella Napoli del Novecento, è stato riconosciuto come Santo dalla Chiesa cattolica nel 1987 per la sua capacità di coniugare scienza e fede.

 

La chiesa di Villa Sofia è stata dedicata ai Santi il 22 dicembre 2003, durante il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, dal Cardinale Di Giorgi Salvatore, arcivescovo di Palermo. La chiesa conserva donazioni della signora Dragotto Concetta in memoria del fratello Giuseppe, tra cui un quadro raffigurante San Giuseppe Moscati, opera del pittore Leon Giuseppe Buono (1887-1975), e una scultura donata dalla famiglia Di Vincenzo raffigurante il santo con il camice da medico.

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Salvino Arena

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