Villa Alliata di Petratagliata e Raniero il mago nero.

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In via Serradifalco, 115 a Palermo tra i palazzoni, si ritaglia un importante spazio la villa in stile neogotico appartenuta alla famiglia Alliata di Pietratagliata, originariamente la villa sorgeva al centro di un ampio giardino e si presentava con una scalinata a tenaglia, la facciata era impreziosita da un porticato dove si alternavano colonne e pilastri. Grandi lavori di restauro fatti alla fine del 1800 ne modificarono l’aspetto.

 

Nel 1885 il principe Luigi Alliata incaricò l’architetto Francesco Paolo Palazzolo di un lavoro di ammodernamento della villa. Il Palazzolo assecondando le richieste del principe aggiunse richiami in stile medievale aggiungendo delle merlature alla struttura e cercando di rimanere nei limiti imposti dalla fabbrica esistente, ha cercato di creare dei volumi secondo una certa geometria e simmetria rispetto all’asse centrale dotando l’edificio di due torri ed evidenziando i rapporti gerarchici, nei prospetti e nell’interno.

 

Nel giardino c’è una vasca ottagonale in pietra di billiemi nella quale, così come riportano testi ottocenteschi cresceva il papiro.

La storia recente dell’ultimo discendente della famiglia Alliata ha avvolto nel mistero l’intera villa e anche la storia del suo proprietario: Raniero Alliata conosciuto con l’appellativo  “Il mago nero”.

 

Raniero Alliata di Pietratagliata o più correttamente “dei Duchi di Pietratagliata”, discendente della famiglia Alliata nato a Palermo, nel 1886 e morto nel capoluogo siciliano nel 1979; ha trascorso gran parte degli ultimi anni di vita chiuso nella sua villa in via Serradifalco a Palermo, avvolgendo la sua figura e la sua villa in un inquietante mistero.

La sua fama di mago nero, al pari del suo interesse per l’occultismo e la teosofia lo accompagneranno fino alla morte, dandogli la fama di principe mago.
In realtà si interessava di magia bianca, spiritismo e fenomeni paranormali.

Fino al 1979, da una finestra della sua villa tutti i pomeriggi alle sei Raniero Alliata si affacciava, con indosso un pigiama militaresco, . Il principe che a quell’ora era appena sveglio, perché dormiva di giorno, nella mano destra faceva dondolare un teschio che portava tra i denti una pergamena nera con su scritte parole magiche in aramaico, vergate in argento. E lanciava verso la Conca d’ oro, illuminata dai raggi del tramonto, un oscuro anatema, sempre lo stesso: “Agapithon sthanòs a-ta-tia iaron milosonti Adonai”. Poi si ritirava ad infilzare farfalle con spilloni e ad evocare demoni dagli inferi. Raniero Alliata,  morto appunto nel 1979 a 82 anni, è rimasto per oltre mezzo secolo chiuso nel suo castello, senza quasi mai uscirne, tranne in rarissime occasioni, dopo una grossa perdita al tavolo da gioco avvenuta nel 1925.
Si narra che un giorno durante una seduta spiritica, accadde qualcosa di incredibile:  Raniero era caduto in una trance profondissima. La stanza fu invasa da un forte odore di zolfo; nello stesso tempo, dalla bocca del principe uscì una voce cupa, affannata, che disse: “Mortali, ascoltate, io sono il re dei mondi …”

Una voce al rallentatore, come quella di un robot. E al centro della stanza cominciò a delinearsi una figura orrenda, che soffiava e ghignava, una figura che cercava di prendere forma e non ci riusciva, e continuava a sbuffare e a ghignare.
I testimoni oculari di quel fatto (tra cui un giornalista che poi scrisse un libro sul principe) scapparono via terrorizzati.

Da allora quasi più nessuno mise piede in quella villa, lasciando il mago nero praticamente da solo, in mezzo ai suoi fantasmi e alle sue pratiche esoteriche, fino a quando la morte lo raggiunse.

Delle storie sopra raccontate non abbiamo certezze che si tratti di fatti reali oppure di dicerie.

La villa come sopra detto è stata abitata da Raniero Alliata fino alla morte, avvenuta nel 1979. Oggi dopo un lungo periodo di abbandono e dopo che è stata relegata ad uno stato di pietoso di degrado e continuamente depredata, grazie ad un lavoro di recupero sta ritornando al suo splendore .

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