Un capolavoro di Raffaello parla palermitano

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All’interno del complesso conventuale intitolato a Santa Maria dello Spasimo, costruito nel XVI secolo per volere del ricco Giureconsulto messinese Jacopo de Basilicò, dal 9 luglio 2020 l’altare ideato da Antonello Gagini ospita una riproduzione del celebre quadro realizzato da Raffaello Sanzio, raffigurante “L’andata al Calvario“, meglio conosciuto  conosciuto come “Lo Spasimo di Palermo “.

Era il l 1516 quando il de Basilicò  commissiona al grande Raffaello da Urbino la realizzazione di un dipinto raffigurante “L’andata al Calvario“ e ad Antonello Gagini un magnifico altare marmoreo destinato a incorniciarlo.

Secondo il Vasari, il quadro partì da Urbino con destinazione Palermo via mare, la nave che doveva portarlo in Sicilia a causa di una violenta tempesta venne inghiottita con tutto l’equipaggio dalle onde. Fortunatamente il dipinto che era stato chiuso in una cassa bene imballata si arenò nella costa genovese. Il ritrovamento ebbe grande rilevanza e apparve come un miracolo, alla notizia del ritrovamento i frati dello Spasimo chiesero l’intercessione di Papa Leone X per riavere l’inestimabile dipinto, riuscendo alla fine, a portare l’opera a Palermo.
“La salita al Calvario” rimase allo Spasimo di Palermo per quasi un secolo e mezzo sino a quando nel 1661  il vicerè conte Fernando D’Ayala che aveva ricevuto il dipinto dall’abate Clemente Staropoli  ne fece dono al Re filippo IV di Spagna che lo espose nella sua Real Cappella a Madrid. Oggi se vogliamo ammirare il celebre dipinto con la Madonna sofferente alla vista del Cristo che porta la croce  dobbiamo andare al museo del Prado di Madrid.

Oggi a Palermo possiamo ammirare la copia nel riquadro che un tempo ospitava l’originale.

La copia incorniciata nell’altare marmoreo del Gagini allo Spasimo di Palermo (foto)  nasce grazie a un’idea di Vittorio Sgarbi e Bernardo Tortorici di Raffadali e da Factum Arte, il laboratorio spagnolo che riproduce i più grandi capolavori del mondo.

 

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Salvino Arena

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