Sotto il sole che non arriva” “Dadi e Carte animano il vicolo Dadi

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La strada più antica di Palermo, conosciuta come “Cassaro” e ora denominata Corso Vittorio Emanuele II°, ha una storia che risale all’epoca fenicia, quando fu tracciata durante la fondazione della città. Originariamente, tagliava l’agglomerato urbano in due parti, collegando il porto originario alla necropoli situata subito oltre le mura cittadine. Nel periodo arabo, divenne l’asse principale della città, da cui si dipartivano le caratteristiche strade secondarie, o darbi, che si intrecciavano nel tessuto urbano, spesso terminando in aziqqa, i caratteristici vicoli ciechi del centro storico.

Nella zona nota un tempo come Cassaro Morto si trova il pittoresco vicolo Dadi. Questa stretta e oscura stradina, dove la luce del sole fatica a penetrare, era un tempo frequentata dagli artigiani che fabbricavano i dadi. Oggi, grazie all’iniziativa dei commercianti locali, il vicolo è diventato vivace e colorato grazie ai cartelloni pensili che decorano le facciate. Questi cartelloni raffigurano non solo i dadi, ma anche le tradizionali carte da gioco siciliane, creando un’atmosfera unica che mescola storia e modernità.

Il vicolo ospita anche il retro di un affascinante complesso edilizio che si affaccia su via Alessandro Paternostro, via del Parlamento e corso Vittorio Emanuele. Attualmente visibili, i resti di un palazzo medievale di chiara impronta trecentesca sono inglobati in un edificio di dimensioni più grandi che, già dalla metà dell’Ottocento, presenta il suo ingresso principale sul lato che guarda verso corso Vittorio Emanuele.

Vicolo Dadi inizia da via del Parlamento e sfocia in via Vittorio Emanuele.

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Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena