Passeggiando con Ruggero. Sotto il Segno della Colonna Rotta: Storia, Dolci e Tradizioni

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La storia di Via Colonna Rotta è avvolta da un’atmosfera suggestiva, intrisa di storia e tradizione che permea ogni angolo del quartiere popolare. Ruggero, con il suo interesse per la storia locale, ci introduce al toponimo intrigante che caratterizza questa via.

Come ci narra lo storico palermitano Antonio Mongitore, il nome “Colonna Rotta” ha radici nel lontano 1612, quando un tragico incidente avvenne durante il trasporto delle colonne di marmo destinate alla chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Una delle colonne, nel tratto in cui oggi si estende Via Colonna Rotta, si frantumò, costringendo gli operai a abbandonare il blocco di marmo sul luogo dell’incidente. La colonna non più utilizzabile rimase sulla strada per tantissimo tempo. Con il tempo, questa colonna rotta divenne un simbolo della strada stessa, dando vita al nome che perdura nei secoli.

Camminando lungo Via Colonna Rotta, non si può fare a meno di notare una pasticceria famosa per la sua prelibata torta “Sette Veli”. La tentazione è irresistibile, e decidiamo di concederci una fetta di questa delizia. La pasticceria Cappello, con sede a Palermo, è ora rinomata per la sua abilità nel preparare la miglior Torta Sette Veli in assoluto.

La Torta Sette Veli è un capolavoro della pasticceria palermitana, un tripudio di sapori e consistenze. Con sette strati che compongono croccante al cioccolato, bavarese alla nocciola, bavarese al cioccolato fondente e pan di spagna al cacao, il tutto avvolto da una generosa glassa di cioccolato, questa prelibatezza richiede tempo e dedizione nella sua preparazione. Ma il risultato è un dolce splendido, un’esplosione di pura golosità che conquista i palati di chiunque lo assaggi.

Così, tra le strade impregnate di storia e le delizie della pasticceria locale, Via Colonna Rotta si presenta come un luogo unico dove il passato e il presente si intrecciano in un’esperienza indimenticabile.

Brano tratto dai racconti di Salvatore Arena,  Passeggiando con Ruggero.

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Salvino Arena

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