Monte Pellegrino e “La pietra dell’imperatore”

Condividi su

Facebook
WhatsApp

L’altura più imponente e più rilevante della città di Palermo è senza dubbio il Monte Pellegrino

Il Monte Pellegrino è il promontorio della città di Palermo ha la forma di vera e propria montagna calcarea, alta 609 metri s.l.m., a Nord di affaccia sul Golfo di Palermo e a Sud sul Golfo di Mondello.
Il nome “Pellegrino” deriva forse dalla denominazione che gli Arabi diedero al monte, Gebel grin, che significa Monte vicino.
Il Monte Pellegrino,  per la pareti rocciose e particolarmente ripide era chiamato dai greci  Ercte (pur con qualche riserva su questo nome), Gebel Grin (monte vicino) e poi Bulkrin (alterazione di Pulgrin), dagli arabi, e Mons Peregrinus, dai latini. Perché Peregrinus? È un vocabolo tratto dal latino classico, non solo nel significato di straniero ma anche e soprattutto di ostile, nemico,  furono i romani a dagli questo appellativo perchè per ben tre anni furono costretti a combattere in zone avverse ed inaccessibili contro i cartaginesi che si erano accampati sulle sulla sua vallata.
Il monte è alto precisamente 609 metri.
Il viaggiatore e scrittore Johann Wolfgang von Goethe nel descrivere il monte palermitano lo definì 
“il più bel promontorio del mondo”.
Monte Pellegrino per i palermitani è la Montagna Sacra da sempre considerata punto focale del simbolismo religioso e della fusione di elementi mitologici culturali e dottrinari delle varie religioni che si sono alternate o sono coesistite nella città.
Giunti in vetta ci appare in tutta la sua bellezza l’eremo di Santa Rosalia, Il Santuario sorse su Monte Pellegrino nel 1625 attorno alla grotta dove secondo la tradizione furono ritrovati i resti di Santa Rosalia.
Parte integrante del monte è il Castello Utveggio.
Il castello Utveggio è un imponente palazzo in stile liberty simile ad un castello neogotico dal caratteristico colore rosa pallido, posto sul promontorio del monte Pellegrino.
Guardando monte Pellegrino dal golfo di Mondello sembra un “cane che dorme”

Parlando del Monte Pellegrino vogliamo raccontarvi di quando l’imperatore Federico II creò “il primo gong di fine lavoro”.
Nel tredicesimo secolo a Palermo ci fu la prima protesta dei lavoratori. I contadini si lamentavano con i propri padroni per le troppe ore di lavoro effettuate durante la giornata, che iniziavano allo spuntar del sole e si protraevano sino a tarda sera.
I contadini vedendo che i padroni non si curavano del problema decisero di rivolgersi all’imperatore Federico II.

L’imperatore trovò subito la soluzione, fece porre sul monte Pellegrino in bella vista un macigno in modo che tutti potevano vederlo, disponendo che quando l’ombra avesse toccato la base del macigno, tutti dovevano smettere di lavorare, il fenomeno naturale si verificava puntualmente ogni giorno intorno alle ore 16.

Questa grossa pietra fu chiamata PIETRA DELL’IMPERATORE, così i contadini riuscirono ad ottenere la riduzione delle ore di lavoro.
questa usanza durò per diversi secoli. ne danno notizia sia il Mongitore che il Marchese di Villabianca.

Lascia un commento

Salvino Arena

Salvino Arena

Articoli recenti