La storia e i momenti più memorabili de “La Favorita”

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Basta nominare dinanzi a un palermitano lo Stadio Comunale “Renzo Barbera” o più semplicemente “La Favorita” e vari ricordi riaffioreranno nella sua mente, alcuni molto belli altri un po’ meno.

Cominciando da quelli un po’ meno, non esiste tifoso in curva Nord che non si sia messo le mani sopra la testa al 39° minuto di quel Palermo – Sampdoria per via di quel colpo di testa di Igor Budan che da casa profumava già di quarto posto. O ancora più recentemente, la disfatta di Italia – Macedonia quando il goal di Trajkovski (giocatore tra l’altro del Palermo tra il 2015 e il 2019) consegno la qualificazione al Mondiale 2022 alla sua nazione a discapito degli azzurri.

Ma passiamo ai bei ricordi, rimanendo sempre sotto la curva Nord, quando il 12 giugno 2022 Brunori mise a segno il rigore contro il Padova ipotecando così la vittoria dei PlayOff e la conseguente promozioni in serie B. Spostandoci dall’altra parte, chi era in curva Sud durante la semifinale di Coppa Italia 2011 non dimenticherà mai il doppio palo preso negli ultimi minuti da Zlatan Ibrahimović che fece tremare porta e tifosi.
Andando ancora nel passato non ci si può dimenticare delle biciclette di Vito Chimenti, le bordate da fuori area di Gianni De Rosa e la rovesciata di Santino Nuccio allo scadere di un Palermo – Juve Stabia.

La storia della Favorita continua però anche fuori dal campo, in curva con Vincenzo Di Miceli detto “Vicè u’ Pazzo“, amato capo Ultras degli anni 70 o di Giacomo Di Giovanni, conosciuto da tutti come “Giacomino“, impiegato tuttofare del Palermo e trascinatore del pubblico del Barbera.

Il primo ricordo assoluto del Barbera però appartiene a pochi e rimanda all’inaugurazione del 1932 sotto il nome di Stadio “Littorio”. Costruito in epoca fascista per sostituire l’inadatto campo sportivo “Ranchibile” ospitando così le partite della squadra locale e dei “Littoriali” nella pista di atletica ai tempi presente a bordo campo. Ai tempi gli spalti non avevano posti a sedere e aveva una capienza di circa 20 000 spettatori nonostante le dimensioni contenute.

Nel 1937 avvenne la prima denominazione per essere intitolato a Michele Marrone, ex calciatore del Palermo e ufficiale dei Bersaglieri, deceduto durante la guerra civile spagnola. Dopo la seconda guerra lo stadio assunse la denominazione storica di Stadio La Favorita come l’omonimo parco nel quale lo stadio sorge e nel 1948 arrivò anche la prima grande ristrutturazione: venne abolita la pista di atletica (per la gioia dei tifosi di calcio) e furono costruite le due curve arrivando così a una capienza di 41.595 spettatori. L’ultima denominazione avvenne nel 1989, lo stadio fu ribattezzato in onore di Renzo Barbera, presidente della società calcistica del Palermo negli anni ’40. Nel corso degli anni successivi, il Barbera ha ospitato numerosi eventi sportivi, tra cui alcune partite dei mondiali di calcio del 1990.

Per poter ospitare i mondiali di calcio del 1990 però il Barbera dovette subire grandi ristrutturazione che portarono così lo stadio ad avere l’aspetto che tutti noi oggi possiamo vedere. Questi lavori di ammodernamento però portano con se una tragedia: Gli operai Serafino Tusa, Giovanni Carollo, Gaetano Palmeri, Domenico Rosone e Antonino Cusimano persero infatti la vita a causa del crollo di una parte della struttura del tetto.

Oggi, il Renzo Barbera rimane uno dei simboli dello sport e dell’intrattenimento a Palermo, con una capienza di circa 36.365 spettatori e una storia che lo rende uno dei luoghi più importanti della città.

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Alessio Arena

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