La Gorgoneion di Palermo che completò il Triscele della bandiera siciliana

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Il Museo Archeologico Regionale di Palermo “Antonino. Salinas”, tra le sue collezioni annovera
reperti greci del sito archeologico di Selinunte.
I reperti della collezione “Greca” sono esposti in sale, in nicchie e nei saloni del piano terra.
Di grande interesse troviamo la ricostruzione, raffigurante il Gorgoneion (o Medusa) antico mostro mitologico, che aveva il potere di pietrificare chiunque lo guardasse negli occhi. Questi sono i resti che comprendevano timpano e cornice, del tempio C di Selinunte,
L’immagine del “Gorgoneion” è composta da alcuni pezzi più scuri e alcuni più chiari: quelli più scuri sono i più antichi, quelli più chiari sono stati ricostruiti. Nella antica Grecia, il gorgoneion (greco: Γοργόνειον) era, in origine, un pendente orrorifico apotropaico che rappresentava la testa di una Gorgone è associato sia a Zeus che ad Atena, che secondo il mito lo hanno entrambi indossato come pendente. anche frequentemente presente sulle egide reali.
Il viso della gorgone è presente nella bandiera della Sicilia in centro tra le tre gambe del triscele. La sua testa infatti vinne adornata con delle spighe di grano a rappresentare sia la fertilità del terreno sia il fatto che la Sicilia fu la prima provincia con il ruolo di granaio dell’Impero Romano. Inoltre i serpenti che ne costituiscono la capigliatura perdono il senso di terrore e minaccia e al contrario rappresentano la saggezza e la prudenza.

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Salvino Arena

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