“I Senza Tetto”. Quando una scultura ti racconta che il freddo uccide prima della fame,

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In Piazza Castelnuovo a Palermo dove c’è il Tempietto Della Musica, durante il periodo fiorente dei Florio e della Bella Epoque vennero istallate diverse sculture Si tratta di sculture, tra queste colpisce quella che rappresenta due bambini seduti. L’opera si intitola “I senza tetto” realizzata dallo scultore palermitano Pasquale Civiletti nato nel 1859 e morto nel1948.

Un racconto popolare dice che i ragazzini scolpiti erano due “senza tetto” che una freddissima giornata di inverno erano riusciti ad elemosinare pochissimi spiccioli, attanagliati dal freddo e dalla fame, con il l ricavato riuscivano a malapena a comprarsi qualcosa da mangiare oppure due giacche usate per ripararsi dal freddo, avendo fatto scelte diverse decisero di dividersi quanto elemosinato.
chi aveva optato per un buon pranzo, sazio, morì di freddo quella notte, invece il ragazzo che aveva comprato una giacca si riparò dal freddo è riuscì a sopravvivere in attesa che qualcuno lo sfamasse.
Questo racconto popolare ci insegna che il freddo “colpisce” prima della fame.

Riportiamo in versi una poesia scritta da Salvatore Arena e pubblicata nel libro “40 Cunti di Palermo” di Bonfirraro Editore col titolo “Cultura Popolare” che racconta in rima e in siciliano la storia dei “I Senza tetto” .

CULTURA POPOLARI

Taliannu “I senza tettu ”
di Civiletti,
chiuru l’uocchi tuornu picciriddu.
quannu me patri rinnanzi a scultura
mi parrò ri cultura,
ri cultura popolari.

Era ‘nvernu e faciva friddu,
quannu due puvireddi
elemosinavano a la genti,
sulu pochi spicciuli furunu li pruventi.

Cu li pochi soldi,
unu s’accattò lu pani
pi livarisi almenu la fami
l’avutru s’accattò qualchi cosa pi fari
focu e aviri caluri.

Chidda tristi nuttata
una sintenza fu data.

Me patri mi spiegò:
cu appi pani muriu,
cu appi caluri campò.

Fu accussì chi capivu chi
u friddu culpisci prima da fami

 

TRADUZIONE

CULTURA POPOLARE
Guardando “I senza tetto”
di Civiletti
chiudo gli occhi e ritorno bambino
quando mio padre davanti la scultura
mi parlò di cultura,
di cultura popolare

Era inverno e faceva freddo
quando due poverelli
elemosinavano alla gente
solo pochi spiccioli furono i proventi

Con i pochi soldi
uno si comprò del pane
per soddisfare la fame
l’altro si comprò qualcosa per fare del fuoco
e riscaldarsi

Quella triste notte
una sentenza fu data
Mio mi spiegò:
chi ha avuto pane morì
chi ha avuto calore è sopravvissuto.

Così appresi che
il freddo colpisce prima della fame

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Salvino Arena

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