“I fratelli Kanaris” e il Giardino inglese.

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Il Giardino inglese di Palermo, dal 6 gennaio 2020 Giardino Piersanti Mattarella, è una grande villa realizzata subito dopo la seconda metà del 1800 quando stava per nascere lo stradone della Libertà, l’elegante arteria che congiunge la piana dei colli al il centro della città di Palermo dove da li a poco sarebbe sorto il maestoso Teatro Massimo,  tra il 1850 e il 1853 su progetto dell’architetto Giovan Battista Basile.

Il giardino è ubicato lungo l’asse del viale della Libertà ed è una delle poche oasi di verde della città, meta obbligata delle passeggiate di mamme e bambini. Per chi vorrà fare due passi in mezzo ai viali che, secondo la tradizione del giardino anglosassone (come evoca lo stesso nome della villa), assecondano senza le geometrie e le regolarità del giardino all’italiana, l’andamento spesso tortuoso e articolato dell’orografia del terreno.
Si possono scorgere aggirandosi in mezzo alla ricca vegetazione della villa, agli alberi e alle essenze rare, che contribuiscono a fare del giardino un locus amenus, adornato di vasche ornamentali, serre, laghetti artificiali, grotte con conche in marmo e volute (XVII sec.), fontanelle in ghisa liberty, padiglioni arabeggianti, come il “Castello saraceno” di Ernesto Basile.

Nel Giardino c’è un’opera dello scultore Benedetto Civiletti (1845 – 1899), intitolata “I Fratelli Kanaris”.

L”Opera realizzata dallo scultore Benedetto Civiletti in occasione dell’esposizione di Vienna del 1973, la copia in gesso è custodita presso la galleria di arte moderna.
L’ispirazione il Civiletti l’ebbe durante un concerto che si teneva nel Palchetto della Musica, alla Marina, ascoltando qualcuno che rievocava le eroica gesta del greco Costantino Kanaris e dei suoi compagni.

Le cronache raccontano che durante la battaglia di Samos del 5 agosto 1824, che vedeva la flotta greca contro la flotta Otttomana, i greci erano in grosse difficoltà ed occorreva ricorrere ad un gesto eroico esponendosi sfacciatamente davanti il nemico, quindi servivano dei volontari, coraggiosi e ed eroicamente pronti alla morte.

Si presentò Costantino Canaris e con lui Giorgio Pepinis. Insieme a una trentina di marinai. Furono preparati due brulotti capitanati dai due coraggiosi. Superati momenti altamente pericolosi i due eroi riuscirono nell’impresa lanciando le navi incendiarie contro le galee nemiche che presero fuoco creando lo scompiglio generale. Nell’incendio fu coinvolta la nave ammiraglia ed il malvagio comandante turco trovò la morte. Miracolosamente i due tornarono sani e salvi pronti ad eseguire altre imprese temerarie. Questa epopea greca commosse il mondo intero.

 

La Statua, opera dello scultore palermitano Civiletti, venne premiata con medaglia d’oro a Parigi nel 1878. Acquistata da Re Umberto I, venne donata successivamente al Municipio di Palermo.

La foto della scultura istallata nel Giardino Inglese è di Claudio Pezzillo.

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Salvino Arena

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