Ecco una dettagliata descrizione del “Canto” con la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, uno dei “Quattro Canti di Palermo.

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Al centro del centro della città di Palermo c’è la monumentale Piazza Villena con i suoi Quattro Canti.
Nella piazza ci sono quattro edifici (tre palazzi e una chiesa) alternate da quattro strade, quelle che vanno da nord verso sud hanno il nome di via Vittorio Emanuele quelle che corrono da est verso ovest si chiamano via Maqueda
L’Ottagonale piazza seicentesca nata da un progetto dell’architetto Giulio Lasso realizzata tra il 1608 e il 1620, è abbellita su tre piani da bellissime statue le quattro collocate nel piano basso rappresentano il potere della natura con le quattro stagioni, poi nel piano intermedio ci sono quattro re che rappresentano il potere temporale e infine in alto ci sono le quattro Sante Patrone della città di Palermo che costituiscono il potere divino

Come sopra detto nel terzo ordine delle facciate troviamo le sculture di quattro Sante. Sono state poste perché erano le sante patrone di Palermo, Le Sante patrone sono Santa Cristina, Santa Ninfa, Sant’Agata e Sant’Oliva. Non è raffigurata Santa Rosalia l’attuale Patrona della città , perchè verrà proclamata Patrona il 27 luglio 1624.
I lavori per la costruzione dei Quattro Canti iniziarono nel 1609 e vennero completati nel 1620.

Nella Facciata adiacente alla chiesa di San Giuseppe dei Teatini quella che stiamo descrivendo in modo dettagliato con questo post, c’è Santa Cristina, rappresentata con accanto uno ruota, simbolo del suo martirio.

Il canto con Santa Cristina sarà il primo dei quattro a essere completato siamo nel 1612.
La statua di santa Cristina è posta alle spalle del mandamento Palazzo Reale, il simulacro fu collocata qui dal Mariano Smiriglio, che assunse la sovrintendenza dei lavori dopo la morte del Lasso.
Secondo una agiografia piuttosto tardiva, la santa sarebbe morta martire a causa della sua fede cristiana. Rinchiusa in una torre dal padre subì infiniti supplizi. La leggenda narra che una volta arrestata, fu flagellata e posta su una ruota infuocata ma guarì miracolosamente.

Le fu allora legata una corda al collo con una ruota di pietra e gettata nel lago di Bolsena, ma la ruota iniziò a galleggiare. Dopo ulteriori torture indicibili da cui guariva miracolosamente, morì trafitta da due frecce. Le reliquie, contese da diverse città, sarebbero state condotte nella Cattedrale di Palermo da Roma tra il 1154 e il 1166. Si festeggia il 24 luglio. Attributi che la caratterizzano sono la palma del martirio e le due frecce.
Santa Cristina di Bolsena, Cristina da Tiro, per la Chiesa Ortodossa Cristina la Grande Martire è vissuta a cavallo del III e IV secolo.

 

Nel secondo ordine, al centro nelle nicchie, vi sono le statue dei quattro re spagnoli Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV.
Originariamente erano state progettate per essere realizzate in bronzo, da Scipione Li Volsi, le uniche realizzate sono state quelle di Carlo V d’Asburgo, poi collocato in piazza dei Bologna e quello di Filippo IV, un tempo posto sopra una macchina marmorea nel piano del Palazzo dei Normanni e poi distrutto. Le attuali statue in marmo presenti ai Quattro Canti furono scolpite da Carlo D’Aprile.
Nel canto del prospetto della chiesa di San Giuseppe dei Teatini troviamo Carlo V d’Asburgo.
Carlo V d’Asburgo Nacque a Gand, nelle Fiandre, il 24 febbraio 1500, e morì a San Jerónimo de Yuste il 21 settembre 1558. Carlo discendeva da alcuni dei casati più illustri della nobiltà europea: infatti, era figlio di Filippo d’Asburgo, detto il Bello.

Alla morte del nonno Ferdinando d’Aragona, Carlo fu nominato re di Spagna nel 1516 e si trovò a capo di un vasto dominio che comprendeva:
I Paesi Bassi
La Castiglia, regione della Spagna centrale
L’Aragona, la zona meridionale della penisola iberica
L’Italia meridionale
Le terre scoperte da Cristoforo Colombo nel 1492 in America
nel 1556 abdicò a favore del figlio Filippo II.

 

La stagione rappresentata nella nicchia in stile dorico sul prospetto della chiesa di San Giuseppe dei Teatini è la primavera rappresentata da Venere opera dello scultore Gregorio Tedeschi. Originariamente la statua doveva essere in bronzo.

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Salvino Arena

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