Ecco cosa rappresentano alcune targhe di assicurazioni affisse davanti ad alcuni palazzi storici.

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In diversi palazzi databili tra il 1800 e il 1947 della città di Palermo è posta in alto accanto al portone di ingresso una targa in ferro che avverte che il palazzo è dotato di una assicurazione che li tutela dagli incedi casuali e dolosi.
La storia delle “TARGHE INCENDIO” e dell’usanza di affiggerle sulla facciata degli immobili assicurati contro i danni dell’incendio, sorta in Inghilterra, è intrecciata strettamente, in modo singolare, col nascere dell’assicurazione di questo rischio. Inizialmente divenuta tradizione e adottata in tutto il mondo, ma da tempo abbandonata, ci riporta ai tempi in cui l’assicurazione incendio non era diffusa, industrializzata e tecnicamente evoluta come ai giorni nostri, bensì primitiva e talora avventurosa.
Dato che nel 1800 non esistevano strutture pubbliche che potessero intervenire per domare i frequenti incendi di case, per lo più costruite in legno, si pensò di istituire un vero e proprio corpo di pompieri, denominato ‘Fire Office’. Sorse così l’idea di contrassegnare questi con una targa, denominata ‘Mark’, da affiggere sulla facciata, allo scopo di riconoscerli e distinguerli da altri assicurati presso società concorrenti o privi di questa garanzia.
L’originale idea arrivò anche in Italia, o più propriamente nel territorio che oggi è Italia, ma che a quel tempo faceva parte dell’impero austro-ungarico, e cioè a Trieste, e al Regno delle due Sicilie, la prima Compagnia che ha esercitato il ramo incendio e adottato l’usanza di diffondere le proprie targhe, è stata la ‘AZIENDA ASSICURATRICE’, fondata nel 1822 e che ha operato fino al 1882 (quando fu assorbita dalle ‘ASSICURAZIONI GENERALI’).
Per quanto concerne la sola Italia si può valutare in oltre mille il numero di differenti modelli diffusi, nel corso di oltre 160 anni, dalle molte Compagnie – italiane e straniere – che hanno operato nel nostro Paese, nel quale l’affissione delle targhe è stata praticamente sospesa all’inizio degli anni ’40, perché le necessità dell’industria degli armamenti vietavano l’impiego di metalli per usi non bellici, e definitivamente nel 1947, per motivi fiscali: il Ministero delle Finanze impose, con D.L. n. 242 dell’11.4.1947, un aumento così elevato della già esistente imposta di abbonamento al bollo, che fu giudicato inaccettabile dalle Compagnie. Fu cosi che una Legge improvvida affossò un’usanza che – oltretutto – perpetuava una tradizione ultracentenaria, possedeva indubbiamente una incisiva valenza pubblicitaria per l’industria assicurativa e, forse, costituiva ancora un deterrente contro gli incendi appiccati per odio o vendetta.
Tra le compagnie di assicurazioni presente a Palermo la più presente era la RAS, “Riunione Adriatica di Sicurtà – Incendi”
Logo del leone di San Marco con iscrizione “Pax tibi Marce, evangelista meus. (foto palazzo via XX Settembre ,70)
Alcune targhe riscontrabili a Palermo riportano anche questa dicitura
RAS
“Riunione Adriatica di Sicurtà – Venezia”
Logo del leone di San Marco con iscrizione “Pax tibi Marce, evangelista meus

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Salvino Arena

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