L’Archivio di Stato di Palermo ha sede nell’antico complesso monumentale noto come La Catena, situato nella zona portuale della città, nei pressi dell’antico quartiere della Loggia. La denominazione deriva probabilmente dalla catena metallica che, in epoca medievale, chiudeva l’accesso alla vicina cala del porto, a protezione degli attracchi mercantili.
Nel 1814, il governo aveva la necessità di trovare locali per ospitare gli archivi degli uffici aboliti dalla Costituzione del 1812.
Nel 1819, per la prima volta in una relazione sull’argomento, il vicario principe Francesco avanzò la proposta di utilizzare il Noviziato dei Teatini a questo scopo. Già nel 1824, i primi documenti furono trasportati e sistemati in alcuni ambienti del convento.
Dopo l’approvazione della legge organica sugli archivi del 1 agosto 1843, l’edificio venne stabilmente destinato a sede del Grande Archivio. Nel corso dei secoli, l’edificio ha svolto diverse funzioni.
L’ex convento dei Teatini si trova nella parte più estrema del Cassaro, il corso Vittorio Emanuele, tra il quartiere della Kalsa e il porto della Cala.
In tempi antichi, quando il mare si estendeva fino alla piazza Marina e al Papireto, la Cala rappresentava l’unico accesso alle due insenature che formavano il grande porto della città.
Proprio nella parte più estrema della penisola della Kalsa sorgeva la chiesa di Santa Maria della Catena, menzionata fin dal XIV secolo. Accanto a essa c’erano due magazzini di proprietà della R. Corte, dove era conservata una grande catena di ferro utilizzata per bloccare il porto durante le incursioni nemiche, da cui la chiesa trasse il suo nome.
Nel 1601, gli Ordine Teatino fondò a Palermo un convento presso la chiesa della Catena, ricevendo anche tremila scudi dal Senato di Palermo per la costruzione della loro casa.
Costruito nei primi anni del XVII secolo, il convento dei Padri Teatini fu successivamente ampliato e migliorato nel corso degli anni.
Nel corso del Settecento, i padri Teatini abbandonarono la loro casa, preferendo un’ubicazione più centrale nei Quattro Canti, dove costruirono il sontuoso tempio di San Giuseppe con annesso convento. L’ex convento fu lasciato come Noviziato e ricevette meno attenzioni.
Quasi completamente abbandonato dai Padri Teatini nel 1812, il Noviziato fu trasformato in ospedale per le truppe britanniche di stanza in Sicilia durante la lotta contro Napoleone e la difesa del Regno.
L’Archivio di Stato di Palermo fu fondato l’11 febbraio 1814 come Archivio Generale del Regno di Sicilia e dal 1843 è diviso in tre sezioni: diplomatica, amministrativa e giudiziaria.
L’Archivio conserva gli atti ufficiali dei vari organi del Regno di Sicilia dalla dominazione normanna in poi, nonché gli atti notarili della Provincia di Palermo, delle corporazioni religiose soppresse e di alcune famiglie nobili.
L’Archivio comprende ben 6.167 pergamene, ma ancor più rilevante è il fatto che custodisca il più antico documento cartaceo d’Europa, il “Mandato di Adelasia del Vasto”: una lettera scritta in greco ed arabo dalla regina Adelasia del Vasto, moglie di Ruggero I di Sicilia, ai visconti di Castrogiovanni nel 1109.
Oggi “La Catena” ospita non solo la documentazione storica, ma anche le sale di studio, spazi espositivi e sale destinate ad attività culturali e di divulgazione. L’imponente struttura, esempio di architettura tardo-medievale adattata alle esigenze contemporanee, rappresenta un elemento identitario per la città di Palermo, custodendo al suo interno secoli di storia amministrativa, sociale e culturale della Sicilia.








