Agatuzza Messia “la cunta novelle” del Borgo vecchio

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Nei primissimi anni del 1800 , nel quartiere vicino al porto conosciuto con l’appellativo di “Borgo vecchio nasce “la cunta novelle” Agatuzza Messia.

Agatuzza, nonostante fosse analfabeta, è giusto riconoscerle le grandi doti di narratrice e di interprete di racconti popolari. Nei personaggi dei suoi racconti la microstoria di Palermo dai primi del 700 fino ai primi dell’800.

Grazie ad Agatuzza Messia sono arrivate a noi le più belle fiabe siciliane.

Nello stesso quartiere quando Agatuzza ha superato i trentacinque anni di età nasce il più grande etnologo e antropologo siciliano Giuseppe Pitrè (Palermo, 21 dicembre 1841 – Palermo, 10 aprile 1916). Sarà grazie al Pitrè che li ha trascritte  che oggi noi conosciamo queste belle fiabe.
Per conoscere Agatuzza Messia è bene sentire quello che scrisse di lei l’etno-antropologo palermitano Giuseppe Pitrè (Palermo, 21 dicembre 1841 – Palermo, 10 aprile 1916),
“Tutt’altro che bella, essa ha parola facile, frase efficace, maniera attraente di raccontare, che ti fà indovinare della sua straordinaria memoria e dell’ingegno che sortì da natura. La Messia conta già i suoi settant’anni (ndr-Pitrè scrive questa prefazione nel 1874 quindi si presume che Agatuzza Messia sia nata intorno al 1804) ed è madre, nonna ed avola; da fanciulla ebbe raccontate da una sua nonna, che le aveva apprese dalla madre e questa, a sua volta, da un suo nonno(calcolando circa 22 anni come scarto fra generazioni, si può riportare la nascita del trisavolo di Agatuzza intorno al 1710-n.d.r.), una infinità di storielle e di conti; avea buona memoria, e non le dimenticò mai più”.

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Salvino Arena

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