Santa Rosalia nel Carro del festino 2023 tra le nuvole gli angeli frate Biagio e Padre Pino

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Ogni anno a Palermo tra la notte del 14 e 15 luglio, migliaia di persone accompagnano la lunga marcia del carro trionfale con la statua della Santuzza  in un mix di folklore e religione che finisce con dei bellissimi fuochi d’artificio.

 

Tra musiche, canti, coreografie e racconti inerenti a Santa Rosalia un carro a forma di barca  ( diverso ogni anno) viene trainato oltre Porta Felice dove alle  prime ore del giorno 15 luglio i giochi d’artificio scacciano i vecchi mali e annunciano una nuova alba.

La parte folkloristica lascia la scena alla celebrazione religiosa del pomeriggio del 15 luglio con la processione delle reliquie all’interno dell’Urna argentea e questo giorno è dedicato al ringraziamento con la preghiera.

Il carro è stato sempre con la forma di una imbarcazione, a rappresentare le navi dei “turchi” che dal Nord Africa portarono la peste a Palermo. Il carro è dominato dalla figura della Santa e da ornamenti che contengono la simbologia del nome del suo nome: delle rose ed un giglio.

 

Il concept grafico del  carro del Festino 2023 è rappresentato con  una mezzaluna con la “Santuzza” posizionata in basso attorniata da angioletti che danzano tra le nuvole, in mezzo alla sua gente. Era così che Biagio Conte amatissimo missionario laico, protagonista di numerose battaglie in difesa dei poveri e degli emarginati a Palermo, aveva immagginato “il suo carro trionfale con Santa Rosalia”.

 

Biagio Conte ha vissuto parte della sua vita da eremita, conosciuto anche come Fratel Biagio, ha fondato la “Missione di Speranza e Carità” di Palermo per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della gente della sua città Palermo; ad essa e all’evangelizzazione  ha dedicato la sua vita.

 

L’edizione numero 399 è stata dedicata A Biagio Conte  e a Don Pino Puglisi.

Fratel Biagio ci ha lasciato Il 12 gennaio 2023 a causa di una grave forma di forma di tumore al colon contro cui stava lottando da tempo, è morto a Palermo all’età di 59 anni.

 

Don Pino Puglisi, “U parrinu chi cavusi” – il prete con i pantaloni, chiamato così per la sua abitudine di non indossare l’abito talare per le strade di Brancaccio.

Il prete di Brancaccio durante le sue omelie non rinunciava  a denunciare la mafia, senza tuttavia dimenticare il perdono: se infatti la mafia come struttura è peccato ed è da condannare, il mafioso come singolo è un peccatore, e per lui è necessario il perdono, con queste parole si schierava in prima linea per combattere il sistema mafioso. Le parole e i gesti di don Pino sono pericolosi per la mafia, che si vede sottrarre bambini e ragazzi. Le intimidazioni però non lo fermano: don Puglisi è ormai un ostacolo da eliminare. Il 15 settembre 1993, giorno del suo compleanno, un uomo lo aspetta davanti al portone di casa uccidendolo, da quel momento Padre Pino vivrà in eterno tra nuvole di applausi.

 

Il Beato Giuseppe Puglisi e fratel Biagio Conte, sono stati due esempi di come il Vangelo possa essere annunciato e offerto ogni giorno, attraverso tutte le vie e i luoghi delle città e dei paesi.

 

Santa Rosalia durante il percorso lungo il Cassaro alla vigilia del 15 luglio sul Carro trionfale sarà affiancata da questi due Angeli.

 

Le fasi di progettazione e realizzazione dei bozzetti e del modello in scala del Carro trionfale sono iniziate a maggio nella Bottega 7 dei Cantieri Culturali alla Zisa, sede del Mu.Sa.R. (Museo diffuso Santa Rosalia) progetto dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Il 12 giugno il gruppo di lavoro, costituito dalle scenografe e scenografi dell’Alf Leila (associazione nata dall’incontro tra Maurizio Maiorana e due ex allieve dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Alessia D’Amico e Nikita Schifaudo) affiancate dalle allieve dei corsi di Scenografia dell’AbaPa, ha allestito il cantiere esecutivo nel piazzale a lato della Chiesa di Tutti i Popoli di via Decollati, in cui è sepolto Biagio Conte.

 

Alla realizzazione del carro hanno partecipato anche i volontari presenti alla Missione. I lavori sono stati coordinati da Fabrizio Lupo, scenografo e autore del tema del sogno di questo 399° Festino; Gaspare Simeti, responsabile tecnico organizzativo del Comune di Palermo per il Festino, e Giacomo Mirto per la Missione Speranza e Carità.

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Salvino Arena

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