Il Carro di Rodo Santoro che fece epoca: Santa Rosalia sul galeone barocco sfila nel cuore di Palermo

Condividi su

Facebook
WhatsApp

“A metà luglio si terrà l’edizione del Festino, un evento che, nonostante il nome diminutivo, è diventato la festa più grande del popolo in onore della patrona di Palermo, Santa Rosalia. Nel corso di oltre  quattro secoli di devozione verso la ‘Santuzza’, i palermitani hanno potuto godere di festini spettacolari e sfarzosi. Il momento clou include la processione delle reliquie della Santa, custodite in una maestosa urna argentea seicentesca, e l’attraversamento del Cassaro (ora corso Vittorio Emanuele) da parte di un carro trionfale, diverso ogni anno per dimensioni e ornamenti.

La parte ludica del Festino, inclusa la costruzione del carro, è sempre stata finanziata con fondi comunali. A differenza delle funzioni religiose, che dal 1624 non hanno mai subito interruzioni, la ‘traversata’ del carro e la sfilata storica sono state occasionalmente cancellate a causa di difficoltà economiche, carestie, rivolte popolari o eventi bellici. Tra le date più significative vi sono gli anni dal 1860 (l’entrata di Garibaldi a Palermo) al 1896, dal 1898 al 1924, dal 1943 al 1945 e fino alla fine degli anni ’60 del Novecento. Il Festino del 2020 è stato particolarmente anomalo a causa della pandemia: nonostante le misure di contenimento, i palermitani non hanno dimenticato Santa Rosalia, patrona della città.

La Cattedrale di Palermo, fulcro delle celebrazioni che ogni 14 luglio radunano centinaia di cittadini, si prepara anche quest’anno a festa. La statua di Santa Rosalia, circondata da fiori, troneggia su una strada coperta da un manto azzurro. Tuttavia, non ci sarà la consueta sfilata lungo il Cassaro; il carro di Santa Rosalia rimarrà fermo in Piazza Bellini.

Il ritorno ai fasti passati è stato registrato nel 1974, in occasione del 350° Festino. Gli amministratori dell’epoca hanno deciso di continuare la tradizione settecentesca, commissionando all’architetto Rodo Santoro la progettazione di un nuovo carro. Santoro si è ispirato ai ben conservati disegni di Paolo Amato, conservati nella biblioteca comunale, che nel 1701 aveva concepito uno dei carri più belli dedicati a Santa Rosalia. Il ‘ritorno al passato’ è stato sostenuto non solo da fondi comunali, ma anche da sponsor pubblici e privati e dalle competenze delle officine del Teatro Massimo.

Il carro riproduceva un grande galeone con al suo interno una gradinata per i musici 60 musici in abiti settecenteschi . Alla sommità di questa, la statua di S. Rosalia trionfante sulla peste e sui guai di Palermo. Anche la sfilata dei figuranti che precedeva il carro riproduceva il corteo che accompagnava il Senato dell’epoca barocca nelle sue partecipazioni alle pubbliche cerimonie.

Il carro di ispirazione barocca, raggiungeva i dieci metri d’altezza e i nove metri di lunghezza, trainato da buoi. Da questo momento il carro in sé diviene un piccolo palcoscenico coreografico.

Sfilò fino al 1999 per poi riapparire nel festino del 2002.

Quel Festino del 1974 è stato davvero emozionante e ha visto una partecipazione di massa senza precedenti. Da allora sono stati organizzati altri festini, con alti e bassi, ma sempre mirati a consolidare un evento di notevole richiamo turistico e religioso.

Nel 1701, l’architetto Amato aveva raccomandato alla municipalità di costruire una robusta struttura portante del carro, riutilizzabile negli anni successivi per evitare sprechi di denaro pubblico. Purtroppo, sembra che negli ultimi tempi gli amministratori non abbiano seguito questo antico consiglio, costruendo quasi ogni anno un nuovo carro i cui costi crescenti sono sostenuti dalla collettività.”

La storia del carro di Santa Rosalia  del 1974 è un triste racconto di trascuratezza e abbandono. Questo maestoso carro, che una volta incantava il pubblico con la sua bellezza durante le celebrazioni, ha subito un destino tragico. Dopo essere stato sezionato in modo orrendo, i suoi resti sono stati lasciati in uno stato degradato all’interno di Villa Giulia, tra cespugli e rifiuti organici. Le uniche parti salvate sono state la balestra e le gigantesche ruote di ferro, utilizzate in seguito per il carro dell’edizione 2012.

Lascia un commento

Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena