Fara Santa Patrona di Cinisi

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Santa Fara, madre spirituale del popolo cinisaro

A Cinisi, tra le strade cariche di memoria e devozione, la fede di un popolo ha trovato casa sotto lo sguardo amorevole di Santa Fara. Prima ancora della chiesa, fu una semplice casa ad accogliere le preghiere e le speranze dei fedeli, diventando rifugio spirituale e segno di comunità.

Con il tempo sorse la Chiesa Madre, cuore religioso del paese, dove la figura di Santa Fara continua a ispirare silenzio, fiducia e protezione. La sua presenza attraversa i secoli, custodita tra le mura, nei gesti di devozione e nei ricordi tramandati.

Oggi, tra antichi libri, luci soffuse e profumo d’incenso, Santa Fara resta simbolo di appartenenza e speranza: una madre spirituale che veglia su Cinisi e sulla sua gente.

Santa Fara nacque nel 572 a Pipimisicum (oggi Poincy, in Francia) in una famiglia nobile e profondamente cristiana. Fin da bambina fu benedetta e consacrata a Dio da San Colombano, ospite dei suoi genitori, e maturò presto il desiderio di dedicare la propria vita al Signore.

Il padre, però, voleva darla in sposa. Una grave malattia cambiò la situazione: l’abate Sant’Eustasio di Luxeuil rivelò che la guarigione sarebbe arrivata solo lasciandola libera di consacrarsi. La promessa fu fatta e Fara guarì, ma quando si tornò a parlare di nozze, la giovane fuggì e rimase ferma nella sua vocazione nonostante minacce e prigionia.

Alla fine prevalse la sua determinazione: ricevette il velo monastico e il padre, pentito, utilizzò la sua dote per fondare il monastero di Faremoutiers, dove Fara fu badessa per circa quarant’anni. Guidò la comunità con saggezza, prima secondo la regola colombaniana e poi quella benedettina, distinguendosi per santità e carità.

Morì il 7 dicembre 658, venerata come santa e ricordata per i miracoli. Le sue reliquie furono successivamente esposte alla venerazione dei fedeli.

Il culto arrivò in Sicilia grazie ai monaci benedettini di Abbazia di San Martino delle Scale. Nel 1622 gli abitanti di Cinisi, dovendo scegliere il patrono della nuova chiesa, affidarono la decisione al sorteggio: fu estratto il nome di Santa Fara, che divenne così patrona del paese.

Santa Fara è invocata in particolare contro i mali degli occhi e rappresenta per la comunità cinisara un modello di fede, coraggio e fedeltà alla propria vocazione.

La festa patronale di Santa Fara a Cinisi (PA) si svolge principalmente la prima domenica di luglio, con festeggiamenti che spesso coprono diversi giorni (solitamente dall’11 al 14 luglio

Chiesa di Santa Fara: la costruzione della chiesa madre “Santa Fara” fu iniziata nel 1676 e terminata nel 1680 sotto il governo dell’Abate Don Onorato Biondo Salerno. All’interno si possono ammirare: il prezioso paliotto dell’altare maggiore arricchito con coralli e lapislazzuli, affreschi del professor Meli e, nell’arco dell’altare del Crocifisso, un affresco di scuola napoletana raffigurante i quindici misteri risalente al 1700. La chiesa fu costruita in un’unica navata per mancanza di spazio ed ha il coro separato da essa da una grande arcata che poggia su due grandi pilastri. Nelle pareti laterali ci sono quattro cappelle dove sono collocati le statue della patrona Santa Fara, San Giuseppe, San Benedetto e sullo sfondo spicca un grande Crocifisso.

 

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Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena