Palermo e gli spot pubblicitari: quando la città diventa protagonista
Palermo non è soltanto uno scenario: è un personaggio.
Con i suoi mercati storici, i palazzi nobiliari, il mare di Mondello e l’energia delle sue strade, il capoluogo siciliano è stato spesso scelto come location per importanti spot pubblicitari. La città affascina registi e brand per la sua capacità di mescolare storia, cultura popolare e vitalità contemporanea, offrendo un’estetica autentica e immediatamente riconoscibile.
Negli ultimi anni, diversi marchi nazionali e internazionali hanno ambientato qui le proprie campagne, trasformando Palermo in un set a cielo aperto.
Dolce & Gabbana: l’estetica della sicilianità
Tra i brand che hanno celebrato Palermo spicca Dolce & Gabbana.
Il celebre marchio di moda ha scelto i mercati storici – come il Capo – e le strade del centro per campagne dall’impatto visivo potente. Colori accesi, volti veri, atmosfere popolari: gli spot raccontano una Sicilia intensa, teatrale e profondamente identitaria.
Non solo modelle e modelli professionisti, ma anche persone del posto, comparse spontanee e scenari quotidiani che diventano passerelle urbane. Palermo, in queste pubblicità, non fa da sfondo: vive e respira insieme agli abiti.
Red Bull e la Formula 1: la città a tutta velocità
Nel 2021 la Red Bull Racing Honda ha portato una monoposto di Formula 1 tra le vie di Palermo per uno spot ad alto tasso di adrenalina.
L’auto ha sfrecciato tra mercati storici e strade del centro, creando un contrasto spettacolare tra la velocità estrema della F1 e l’architettura secolare della città. Le immagini hanno fatto il giro del web, generando entusiasmo ma anche sorpresa tra i cittadini, che hanno visto la propria città trasformarsi in un circuito urbano temporaneo.
Uno spot che ha mostrato Palermo da una prospettiva insolita: dinamica, moderna, internazionale.
Altri marchi che hanno scelto Palermo
Negli ultimi anni, anche altri brand hanno puntato sul fascino del capoluogo siciliano:
Puma ha realizzato riprese nel centro storico, tra Piazza Pretoria e Piazza Sant’Anna, valorizzando il dialogo tra sport e patrimonio artistico.
Girella Motta ha scelto la spiaggia di Mondello per evocare immagini di estate, spensieratezza e convivialità.
La storica campagna “In Sicilia turismo è cultura” (anni ’80-’90), accompagnata dalla colonna sonora Sicily Shuffle, ha contribuito a costruire nell’immaginario collettivo un’idea romantica e culturale dell’isola, includendo suggestivi scorci palermitani.
Tradizione e identità: gli spot dei marchi locali
La storia pubblicitaria palermitana non è fatta solo di grandi brand internazionali.
Negli anni ’70 e ’80, ad esempio, l’azienda casearia Latte Barbera lanciava campagne memorabili con lo slogan:
«Ti voglio tanto bere», diffuso attraverso adesivi collezionabili e manifesti.
Anche Amaro Averna ha spesso scelto Palermo e la provincia per raccontare la Sicilia tra tradizione e modernità. Le location spaziano da Villa Malfitano e il mercato di Ballarò fino a Cefalù, al Teatro Andromeda e a Villa Valguarnera a Bagheria. In alcune campagne è comparso anche l’attore Andy Garcia, in un mix di eleganza internazionale e radici siciliane.
Quando la pubblicità fa discutere: il caso della caponata “col dado”
Non tutti gli spot, però, sono stati accolti con entusiasmo.
Ha fatto particolarmente discutere uno spot della Star incentrato sulla preparazione della caponata. Nella pubblicità, una presunta famiglia palermitana cucina il celebre piatto della tradizione… aggiungendo il dado.
Apriti cielo.
La caponata è una ricetta identitaria, quasi sacra. L’idea di utilizzare un insaporitore industriale ha suscitato reazioni indignate tra i palermitani. Sui social e nei commenti online la domanda era una sola:
“Ma cosa c’entra il dado nella caponata?”
Per molti, si è trattato di uno scivolone culturale prima ancora che culinario. Perché a Palermo, sulla cucina tradizionale, non si scherza.
I tormentoni che hanno fatto storia: Pino Caruso e il caffè Torrisi
Se oggi si parla di “claim” e “viralità”, negli anni ’80 si parlava di tormentoni.
Indimenticabili gli spot con l’attore comico palermitano Pino Caruso, scomparso nel 2019, protagonista delle pubblicità del caffè Torrisi.
«Megghiu di Torrisi non ce n’è unn’egghié»
(meglio di Torrisi non ce n’è in nessuna parte del mondo)
E ancora:
«Signor Torrisi, che fa, si pigghia un cafè?»
«Se è Torrisi, anche due, anche tre.»
Frasi entrate nel linguaggio quotidiano, simbolo di un’epoca in cui la pubblicità sapeva mescolare ironia, dialetto e identità locale.
Palermo: un set naturale tra passato e futuro
Dai mercati popolari ai palazzi aristocratici, dal mare di Mondello alle piazze monumentali, Palermo continua a essere una location privilegiata per il mondo della pubblicità.
La città offre contrasti visivi unici: sacro e profano, tradizione e innovazione, lentezza mediterranea e ritmo contemporaneo. Ed è proprio questa complessità a renderla irresistibile agli occhi dei creativi.
Palermo non è soltanto uno sfondo scenografico.
È un racconto vivo, che ogni spot interpreta a modo suo.








