Lodovico Del Duca: talento, successo e un destino avvolto nel mistero

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Fratelli La Duca (o Del Duca) di Cefalù, in particolare Giacomo e Ludovico , furono una celebre famiglia di scultori e architetti siciliani del ‘500, legati a Michelangelo e attivi a Roma e in Sicilia, con opere significative anche in ambito locale, sebbene meno conosciute, estendendo la tradizione artistica a diverse generazioni nella zona madonita.

Lodovico Del Duca, figlio di Giovan Pietro e fratello del celebre architetto e scultore Giacomo Del Duca, nacque in Sicilia, probabilmente a Cefalù, nella prima metà del Cinquecento. Fin da giovane dimostrò un talento straordinario nella fusione del bronzo, una tecnica complessa che richiedeva precisione, esperienza e grande sensibilità artistica.

Proprio il suo talento, tuttavia, potrebbe aver segnato il suo destino.

Un artista troppo bravo per restare in Sicilia?

Nonostante le sue origini siciliane, Lodovico non risulta aver lavorato assiduamente a Palermo o in altri centri dell’isola. Una possibile interpretazione è che il suo straordinario livello tecnico e la sua abilità nella fusione potessero rappresentare una minaccia per gli artisti locali già affermati. In un ambiente dove le commissioni erano limitate e spesso gestite da reti consolidate di botteghe e maestri, un artista così dotato avrebbe potuto sottrarre importanti incarichi.

È plausibile che, proprio per evitare tensioni o ostilità professionali, Del Duca abbia trovato maggiori opportunità fuori dalla Sicilia, specialmente a Roma, dove il clima artistico era più competitivo ma anche più aperto ai grandi talenti.


Le prime testimonianze e l’affermazione a Roma

La prima menzione documentata di Lodovico risale al 1551, in una lettera di Giorgio Vasari, che lo cita per alcune teste in bronzo “all’antica” realizzate a Firenze.

Negli anni Settanta collaborò con il fratello Giacomo al monumento funebre di Elena Savelli in San Giovanni in Laterano, fondendo raffinati medaglioni in bronzo con scene del Giudizio Universale e della Resurrezione dei morti.

Nel 1575 partecipò alla realizzazione dei raggi bronzei del monogramma di Cristo sulla facciata della chiesa del Gesù. Anche in questo caso la sua competenza tecnica fu riconosciuta, tanto che nacquero perfino controversie sul compenso, risolte con l’intervento di esperti.


Il successo internazionale: Innsbruck

Nel 1583 ricevette un incarico di grande prestigio: la fusione della statua bronzea dell’imperatore Massimiliano I inginocchiato per la Hofkirche di Innsbruck. Il contratto prevedeva una clausola severissima: se l’opera non fosse stata giudicata soddisfacente, avrebbe dovuto rifonderla a proprie spese.

Lodovico accettò la sfida e l’opera fu completata con successo nel 1584. Questo episodio segnò la sua consacrazione come fonditore di alto livello, capace di affrontare lavori monumentali.


Le grandi opere sotto Sisto V

Durante il pontificato di Sisto V (1585–1590), Del Duca intensificò la sua attività a Roma:

  • Fuse il tabernacolo in bronzo dorato per la cappella del presepio a Santa Maria Maggiore (1590).

  • Realizzò i quattro leoni di bronzo che sorreggono l’obelisco di Piazza San Pietro (1588).

  • Partecipò ai lavori per l’obelisco di San Giovanni in Laterano.

  • Eseguì un Crocifisso in bronzo dorato per la chiesa del Gesù (1592).

Le sue opere mostrano una forte influenza michelangiolesca, mediata anche attraverso il fratello Giacomo.


Opere minori e diffusione del suo stile

Oltre ai grandi lavori monumentali, Del Duca realizzò piccoli bronzi ispirati ai modelli antichi, come la copia della statua equestre di Marco Aurelio oggi al Bargello di Firenze. Gli è stata attribuita anche una raffinata Pietà in bronzo conservata a Messina.


Gli ultimi anni e una fine misteriosa

L’ultima notizia documentata risale al 1601, quando è citato a Loreto. Dopo questa data, le fonti tacciono. Non si conoscono con certezza né la data né le circostanze della sua morte.

Considerando la sua carriera, il suo allontanamento dalla Sicilia e la scarsità di notizie finali, la conclusione della sua vita resta avvolta nel mistero. Un artista di grande talento, forse troppo brillante per alcuni ambienti locali, che trovò fortuna altrove ma di cui la storia conserva solo frammenti negli ultimi anni.


Conclusione

Lodovico Del Duca fu un maestro della fusione del bronzo nel pieno Rinascimento. Pur non avendo la fama progettuale del fratello Giacomo, contribuì in modo determinante a opere di enorme importanza religiosa e monumentale.

La sua vicenda suggerisce l’immagine di un artista straordinariamente capace, che probabilmente non poté affermarsi stabilmente nella sua terra d’origine proprio a causa della sua eccellenza. Il suo talento lo portò lontano dalla Sicilia, ma la sua fine rimane ancora oggi un enigma.

Foto: I Quattro leoni in bronzo per l’obelisco di Piazza San Pietro realizzati da Ludovico Del Duca (1588)

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Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena