Dalla Caccia alle Bustine al ‘PAAA’ e al ‘BATTUNI’: Le Tradizioni Ludiche degli Anni Settanta

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Gli anni settanta rappresentano un’epoca d’oro per i “picciuttieddi”, che attendevano con fervore l’uscita delle figurine “Calciatori Panini”, dotate di un fascino superiore rispetto a quelle dell’edizione EDIS. Solitamente, l’arrivo dell’album precedeva la commercializzazione delle bustine di figurine.

Una volta acquistate le prime bustine, dava inizio alla raccolta per completare l’album e sperare di aggiudicarsi il desiderato “Pallone di Cuoio”. Il completamento dell’album avveniva anche grazie agli scambi con amici e conoscenti del rione. Il tesoretto di figurine cresceva grazie al metodo più semplice, ovvero l’acquisto (per chi ne aveva i mezzi economici) o partecipando a giochi tra collezionisti. Tra i giochi più popolari spiccavano il “PAAA” e il “BATTUNI”.

Il “PAAA” consisteva nel capovolgere il mazzetto di figurine, composto da tutte quelle messe in gioco dai partecipanti. Se si giocava intensamente, diciamo “da venti”, e si era in quattro, il mazzetto da capovolgere, non soffiando ma pronunciando appunto il monosillabo “PAAA” con tutta la forza della voce e del fiato disponibile, poteva raggiungere 80 figurine. Il giocatore vinceva solo le figurine che riusciva a capovolgere, dopodiché toccava al giocatore successivo. Ricordo partite con addirittura 400 figurine in gioco, una pila alta una spanna.

Il “BATTUNI” prevedeva il capovolgimento delle figurine in gioco con l’aria mossa, compiendo un movimento rapido e vigoroso con la mano, sbattendo a terra con forza accanto al mazzetto di figurine impilate. Solitamente si giocava su soglie di marmo o marciapiedi, e un piccolo errore nella forza o nella posizione della mano poteva causare conseguenze dolorose.

In alternativa, si poteva partecipare al gioco “alla cavalletta” (vedi foto), in cui chi lanciava una figurina da un piano (solitamente muretti o il cofano delle automobili) cercava di sovrapporla a una precedentemente lanciata da un altro giocatore. L’ordine di gioco veniva stabilito con la conta: ogni partecipante indicava un numero con le dita di una mano, ripetendo più volte il nome del bambino da cui avrebbe avuto inizio la conta, al grido di “SPAIEMU”: tocca a Pinuzzu!

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Salvino Arena

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