Storia e declino dell’Antica mattoneria a vapore Puleo ad Acqua dei Corsari

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Percorrendo la suggestiva via Cala al numero 110, l’attenzione del passante viene catturata da un’imponente insegna: lo Stabilimento a Vapore di Ceramica di Acqua dei Corsari, antica dimora degli uffici vendita della celebre Mattoneria a Vapore Puleo, situata nella pittoresca borgata di Acqua dei Corsari.

Il complesso industriale della Mattoneria di Puleo, fondato dal Cavaliere Giovanni Puleo, si ergeva come uno dei più prestigiosi nella provincia di Palermo. La fabbrica ricevette riconoscimenti sotto forma di medaglie e onorificenze per la qualità dei manufatti e l’innovazione nei processi produttivi, conferendole un ruolo di rilievo nella storia industriale locale.

Nel periodo di massima espansione, la Mattoneria a Vapore Puleo occupava una vasta area di circa 2500 mq lungo la litoranea Messina Marine. Oggi, purtroppo, gli edifici, costruiti in varie fasi, si trovano in avanzato stato di degrado, mentre il fascino del luogo è ancora palpabile grazie alle imponenti ciminiere, testimonianze eloquenti di un’epoca passata, visibili persino dal mare.

Il cuore dell’attività industriale della Mattoneria Puleo comprendeva la produzione di laterizi, dall’estrazione della materia prima fino alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti edili di alta qualità e resistenza. La fabbrica, inoltre, si distinse nella creazione di vasi comuni e artistici, mattoni in cemento e segati di marmo.

Le fornaci, con una capacità di 6000 pezzi, operavano in ciclo continuo grazie ai moderni forni Hoffman, garantendo una produzione ininterrotta. Tuttavia, questa efficienza comportava un lavoro gravoso per gli operai, che dovevano impilare manualmente i mattoni in condizioni difficili a causa delle elevate temperature dei forni.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la fabbrica rimase chiusa, e nel settembre del 1918, a 77 anni, si spense il Cavaliere Puleo. Il patrimonio passò ai sei figli, i quali, tre anni dopo, cedettero la fabbrica ai fratelli Di Fazio, già inseriti nel settore da generazioni.

Sotto la gestione dei Di Fazio, la fabbrica continuò a prosperare, ma il suo declino divenne inevitabile. La causa principale fu l’esaurimento della cava di argilla di Villa Amanda, che portò a costi crescenti per l’acquisto e il trasporto della materia prima da altre cave come quella di Vicari. Ulteriori fattori potrebbero essere attribuiti alla scarsa dedizione dei numerosi eredi, fenomeno comune in situazioni simili. Nel 1975, la fabbrica chiuse definitivamente i battenti, lasciando dietro di sé un’architettura industriale abbandonata lungo la via Messina Marine, un mutevole monumento al passato industriale della regione.

Foto: insegna antica mattoneria a vapore in via Cala, 110.

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Salvino Arena

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