Nella notte di Natale del 1130, tra luci, incenso e una cerimonia di straordinario splendore, Ruggero II venne incoronato a Palermo Re di Sicilia. Con quel gesto solenne nacque ufficialmente il Regno di Sicilia e tutto il Mezzogiorno venne unificato in una nazione indipendente, con Palermo come cuore politico e simbolico.
Il 25 dicembre non fu una data casuale: Ruggero II si presentò come il redentore dei popoli del Sud, liberandoli dal dominio di Arabi, Bizantini e Longobardi, e annunciando al mondo la nascita di un grande regno cristiano nel Mediterraneo.
Quella unità statuale, con alterne vicende dinastiche ma con una continuità identitaria profonda, sopravvisse per oltre sette secoli, fino al 1860, quando l’invasione piemontese pose fine alla sovranità delle popolazioni duosiciliane, costrette a una forzata unione con gli altri popoli della penisola e alla perdita della propria identità nazionale.
Dopo la dominazione normanna, nel 1266 l’avvento degli Angioini segnò un momento decisivo: la capitale del Regno di Sicilia fu trasferita da Palermo a Napoli, dando origine a una separazione amministrativa che avrebbe inciso a lungo sulla storia del Sud.
Nel 1503 il Regno entrò nell’orbita della Spagna come vicereame autonomo, una condizione che si ripeté, seppur brevemente, durante la dominazione austriaca tra il 1707 e il 1734. Proprio in quell’anno, con l’ascesa dei Borbone, l’intera Nazione tornò finalmente indipendente.
Dopo il Congresso di Vienna e con il Trattato di Casalanza, Ferdinando di Borbone — che fino ad allora aveva regnato come Ferdinando IV di Napoli (al di qua del Faro) e Ferdinando III di Sicilia (al di là del Faro) — riunì le due corone in un unico Stato. L’8 dicembre 1816, con la Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie, nacque ufficialmente il nuovo regno, a quasi quattro secoli dalla prima proclamazione del Regnum Utriusque Siciliae da parte di Alfonso il Magnanimo.
Alla sua istituzione, la capitale fu inizialmente fissata a Palermo, ma già l’anno successivo venne trasferita a Napoli. Palermo, tuttavia, conservò formalmente il prestigio di “città capitale” dell’isola di Sicilia, mantenendo un ruolo simbolico di primo piano.
Il Regno delle Due Sicilie, lo Stato preunitario più esteso della penisola italiana, era suddiviso in 22 province: 15 nel Sud continentale e 7 in Sicilia, testimonianza di una realtà statuale complessa, articolata e profondamente radicata nella storia mediterranea.







