Le Mura della Pace: storia di un bastione palermitano

Condividi su

Facebook
WhatsApp

Le Mura della Pace e la Chiesa di Santa Venera

Nel tratto orientale delle antiche fortificazioni di Palermo, lungo l’attuale via Gaetano Filangeri, si ergono ancora oggi le imponenti Mura della Pace, testimonianza silenziosa della storia della città.

Il loro nome deriva dall’antico Oratorio di Santa Maria della Consolazione, conosciuto anche come Oratorio della Pace, che nel Seicento dominava la zona sovrastando la Porta di Termini, uno degli ingressi medievali della città. Da questa porta, già esistente nel XII secolo, partiva la strada che conduceva verso Termini Imerese.

Accanto alle mura, già alla fine del Quattrocento, era stata costruita la Chiesa di Santa Venera. L’edificio nacque come segno di gratitudine della città dopo che Palermo fu liberata dalla terribile peste del 1493, evento attribuito all’intercessione della santa, allora patrona della città. Quando una nuova epidemia colpì Palermo nel 1529, il culto verso Santa Venera si rafforzò ulteriormente.

Nel XVI secolo l’imperatore Carlo V avviò un grande programma di potenziamento delle difese urbane e furono costruiti nuovi bastioni. La chiesa venne così inglobata nel sistema delle fortificazioni. L’edificio, probabilmente realizzato tra il 1536 e il 1571, nel corso del tempo fu sconsacrato e talvolta utilizzato come lazzaretto durante le epidemie.

Nel 1657 il bastione, che non aveva più grande importanza militare perché privo di artiglieria, fu affidato in perpetuo alla Nobile Compagnia di Santa Maria della Consolazione, detta anche Compagnia della Pace. Questa confraternita, composta da nobili, prelati e importanti cittadini palermitani, svolgeva un compito molto particolare: interveniva per risolvere pacificamente le controversie tra le persone. Gli accordi raggiunti avevano valore ufficiale grazie a una concessione del viceré di Napoli e di Sicilia, Don Pietro Girón, duca d’Ossuna, e venivano riconosciuti con la formula “Verbo Regis”.

Intorno al 1660 la confraternita costruì sul bastione il proprio oratorio, riccamente decorato a stucco. I confrati fondarono anche il Monte di Santa Venera, un’istituzione di assistenza che custodiva i beni dati in pegno dai più poveri, offrendo loro un sostegno economico.

Nel corso del Settecento la chiesa di Santa Venera fu rinnovata e rimaneggiata secondo il gusto neoclassico, pur mantenendo le strutture più antiche. Sull’altare maggiore era collocata una tela del pittore Mario Di Laurito con la Vergine, Santa Venera e altri santi, oggi conservata al Museo Diocesano di Palermo.

Il destino dell’intero complesso cambiò nel 1852 quando il governo borbonico ordinò la demolizione della Porta di Termini, ritenuta rifugio dei rivoluzionari che avevano partecipato ai moti del 1820 e del 1848. Con la porta furono abbattuti anche l’oratorio e parte del bastione. Solo la chiesa venne risparmiata.

Oggi lungo via Garibaldi, un tempo chiamata via di Porta di Termini, rimangono soltanto alcune tracce delle antiche mura. Sopra di esse si estende ancora il giardino del bastione, ricco di vegetazione e nascosto dietro un cancello quasi sempre chiuso. Le Mura della Pace continuano così a raccontare una storia in cui si intrecciano difesa militare, devozione religiosa e il desiderio di riconciliazione tra i cittadini.

Lascia un commento

Immagine di Salvino Arena

Salvino Arena