La Cassata siciliana e la storia della trasformazione da dolce caldo a dolce freddo.

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Uno dei dolci siciliani più conosciuti è la CASSATA.

La cassata è un dolce di origine araba, probabilmente il più conosciuto di tutti.

L’origine palermitana racconta di quando Palermo era forte la presenza musulmana, il dolce venne realizzato per la prima volta per una pura fatalità : si racconta in merito che secondo la tradizione un contadino arabo amalgamando del formaggio fresco di pecora con della canna da zucchero l’accomodò all’interno di un pentolino, alla richiesta di qualcuno che chiedeva cosa facesse rispose qas’at con il nome della scodella,  quel qualcuno pensò invece che si riferisse a quel miscuglio di sapori, e da allora la miscela formaggio e dello zucchero, venne chiamata cassata! Anche se si tratta di una leggenda, c’è un fondo di verità. Durante la dominazione araba si lavorava già il formaggio fresco con un dolcificante naturale, inizialmente miele e poi zucchero di canna.

Originariamente la cassata veniva ricoperta di pasta frolla e poi infornata. Fu nel periodo normanno, intorno alla fine del 1100, chele suore nel convento della Martorana di Palermo decisero di ricoprire la ricotta di pecora zuccherata con un nuovo ingrediente che loro crearono  che chiamarono pasta reale, un impasto dolce fatto di farina di mandorle e zucchero che sostituì la pasta frolla come involucro. Creando la versione che sostituiva la pietanza servita calda a dolce servito freddo.

La cassata siciliana dei giorni nostri è stata creata da un pasticciere, il Cavaliere Salvatore Gulì, la cui pasticceria si trovava in Corso Vittorio Emanuele, nei pressi di Palazzo Belmonte. Qui fu ideata la “zuccata”, un tempo preparata dalle suore della Badia del Cancelliere di Palermo. Il pasticciere la utilizzò per decorare la cassata siciliana, a cui aggiunse anche i canditi. La torta con questo nuovo look fu esposta con gran successo ad una esposizione di Vienna, nel 1873

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Salvino Arena

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