Il Teatro Politeama e la “Quadriga d’Apollo”

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Nel 1864  sotto pressione della famiglia Florio, il sindaco Antonio Starabba, marchese di Rudinì, e  l’amministrazione comunale bandisce il concorso internazionale per la costruzione di un monumentale teatro lirico (che in seguito diventerà il Teatro Massimo) successivamente nel 1865, ne bandisce uno interno per la costruzione di un teatro diurno polivalente, assegnando la progettazione a Giuseppe Damiani Almeyda, un giovane ingegnere mandamentale. Il teatro ideato per il godimento ed allo svago di un pubblico più popolare rispetto a quello altolocato che assisteva all’Opera lirica. Il teatro dall’Almeyda  nasce come luogo per le produzioni minori quali operette, lavori comici e drammatici, veglioni, feste, spettacoli circensi ed equestri.

 

Nel 1869, la Giunta Comunale deliberò di intitolare il teatro a Gioacchino Rossini in occasione della sua morte ma non se ne fece nulla.

 

Il teatro ancora senza copertura il 7 giugno 1874, ospitò la prima opera I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, dato che i lavori per il completamento del Teatro Massimo andavano a rilento Il  Politeama per oltre vent’anni fu il teatro principale per la lirica della città di Palermo, si chiamava ancora Teatro Municipale Politeama.

 

Fu nel 1882, dopo la morte di Garibaldi, prese il nome di Politeama Garibaldi.

Giuseppe Damiani Almeyda realizzò il Teatro Politeama di Palermo basandosi all’architettura neoclassica. L’ingresso è caratterizzato da un monumentale arco trionfale.

La sala del Teatro Politeama è a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un doppio loggione, per una capienza prevista per quell’epoca di cinquemila spettatori oggi rispettando tutte le norme la sua capienza è ridotta a 950 posti. Sul boccascena si sviluppa invece un colonnato esastilo corinzio con al centro un busto bronzeo di Giuseppe Garibaldi. La cupola sul tetto è decorata come se fosse un finto velario di un colore azzurro cielo. Alla sua base c’è un ciclo pittorico realizzato da Gustavo Mancinelli sulle “Feste Eleuterie”.

Maestoso è il sipario che pesa 450 kg ed è largo 14 metri e alto 13 la decorazione è opera di Gustavo Mancinelli e rappresenta “Eschilo alla corte di Gerone di Siracusa”.

 

La facciata del teatro Politeama Garibaldi è riccamente decorata, ricorda lo stile di Pompei. Fu nel 1930 che il teatro cambiò aspetto quando stravolgendo il progetto iniziale ideato come teatro all’aperto venne realizzata una copertura.

Il Teatro oggi dopo la copertura si presenta sormontata dalla monumentale opera scultorea della “Quadriga di Apollo” e i cavalli con i cavalieri.

 

La Quadriga con Apollo, il dio delle arti  ed Euterpe, la musa della lirica, sono state realizzate in bronzo dal palermitano Mario Rutelli (1859-1941). Il gruppo bronzeo realizzato da Rutelli venne arricchito con una coppia di cavalli, sempre in bronzo realizzati da Benedetto Civiletti.
La coppia di cavalli bronzei e i cavalieri modellati da Benedetto Civiletti rappresentano i “Giochi olimpici“.

 

Foto di  Elena Marta Locatelli. Teatro Politeama (Fotografa Palermo V edizione).

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