Il Castello di Carini e l’Amaro caso della baronessa Laura

Condividi su

Facebook
WhatsApp

L’antico borgo medievale di Carini è circondato da una cinta muraria attraverso la quale si poteva accedere un tempo solo tramite una porta chiamata la porta moresca. Al centro di questa cinta muraria si erge maestoso il Castello La Grua Talamanca.

Dopo la cacciata degli Arabi, nel 1072, Rodolfo Bonello, un normanno, arrivò a Carini e pose la prima pietra del castello, che è stato successivamente ampliato nel corso dei secoli. Questo ha creato una mescolanza di stili architettonici che spaziano dal normanno-svevo al rinascimentale e al barocco, fino agli affreschi del piano nobile, realizzati in uno squisito stile pompeiano. Il castello è diventato famoso per essere stato il luogo dell’omicidio di donna Laura, la baronessa di Carini, uccisa da suo padre insieme al suo amante Ludovico Vernagallo nel 1563. Durante una visita al castello, è possibile scoprire la storia di questo tragico evento.

La storia narra di Laura Lanza di Trabia, figlia di Cesare Lanza, conte di Mussomeli, e di Lucrezia Caetani. Laura si sposò a soli 14 anni, nel 1543, con Vincenzo La Grua, signore di Carini, un piccolo villaggio nei dintorni di Palermo. Nel 1563, fu brutalmente uccisa dal marito perché colta in flagrante adulterio nel castello di Carini con il suo grande amore, Ludovico Vernagallo, un nobile del luogo, precisamente del paesino limitrofo Montelepre.

Un alone di mistero ha sempre circondato questo delitto, trasformandolo in una leggenda che ha appassionato numerosi studiosi e ha ispirato la tradizione orale. Si dice che il fantasma di Laura vaghi nel castello, soprattutto nella stanza dell’ala ovest, dove avvenne l’assassinio, ormai quasi completamente crollata. La leggenda vuole che su una parete di quella stanza sia rimasta l’impronta insanguinata della mano della giovane baronessa, che pare appaia ogni anno la notte del 4 dicembre, in ricordo dell’evento.

Secondo gli abitanti del paese, il fantasma di donna Laura appare in tutto il suo splendore, indossando un abito del 500 con una ampia gonna di seta e un corpetto, mentre vaga per le stanze del castello o si reca in preghiera alla Cappella. Forse cerca di comprendere ciò che spinse suo padre a compiere quel terribile gesto.

La frase “Cani carinisi” è associata alla baronessa Laura Lanza ed è l’ultimo motto che pronunciò prima di morire. Lo disse dopo essere stata colpita a morte dal padre, quando lo aveva trovato mentre tradiva con Vincenzo Vernagallo di Don Asturi nel 1563. Donna Laura aveva gridato aiuto, ma nessuno era accorso in suo soccorso, e questa fu la sua ultima lamentela prima di perdere sangue e vita. Chiamò traditori i cittadini di Carini, che non le furono di aiuto quando ne aveva più bisogno.

Nell’anno 1992, il 10 febbraio, le Poste Italiane emisero una cartolina postale appartenente alla serie “Castelli d’Italia”, dedicata al Castello di Carini. Questa cartolina fu stampata in calcografia e offset, utilizzando sei colori, e raffigura una veduta del castello.

Lascia un commento

Salvino Arena

Salvino Arena

Articoli recenti