Il carretto siciliano da mezzo di trasporto è diventato un’opera d’arte.

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Il carretto siciliano è un comune carretto come tanti se ne vedono e se ne vedevano in giro per l’Italia.

Il carretto  siciliano ha gli elementi essenziali di un qualsiasi carretto cioè pianale, sponde e ruote.

Quello che li rende differenti e particolari sono le decorazioni, gli intagli e le pitture! Spesso non c’è centimetro che non illustri momenti della storia dell’isola, dell’epica o della religiosità il che rende i carretti preziose costruzioni, vere opere d’arte itineranti.

Nato come mezzo di trasporto e di lavoro , con il tempo è diventato una vera e propria opera d’arte.

La storia del carretto siciliano risale ai primi dell’ottocento, infatti, fino al ‘700, lo scarso sviluppo delle strade nell’isola aveva limitati i trasporti al dorso degli animali. Antonio Daneu (critico d’arte palermitano), in un suo saggio, osserva che i viaggiatori della Sicilia del ‘700 non hanno mai accennato al carretto siciliano perché il carretto siciliano non esisteva e non esisteva perché non c’erano le strade e tutti i commerci e i trasporti nell’isola avvenivano via mare.

E’ solo nel 1778 che il Parlamento siciliano approvò uno speciale stanziamento di 24.000 scudi per la costruzione di strade in Sicilia.

Franco Bertolino è il custode di un’ antica tradizione, è l’ ultimo maestro carrettaio, l’ unico in città in grado ancora di realizzare da cima a fondo il carretto siciliano, icona del folclore ormai in via di estinzione. Dall’ assemblaggio alla pittura, dalle decorazioni del carretto a quelle dei cavalli, Franco Bertolino realizza carretti siciliani da quando era bambino e guardava lavorare il nonno e il padre, in quello stesso laboratorio che ora ha trasformato in museo, a piazza Sett’Angeli, alle spalle di corso Vittorio Emanuele.
Il “classico” carretto siciliano è sempre dipinto con colori accesi come il giallo, il rosso, il verde, l’arancione, l’oro e l’argento, ed è decorato con disegni che possono rappresentare scene dalla tradizione popolare sicula.
I suoi dipinti raccontano Storie palermitane “I beati Paoli”. Santa Rosalia , Cagliostro , “I paladini di Francia ovvero i pupi” , Salvatore Giuliano il bandito,
Storie dipinte e raccontate sui lati dei carretti, ma anche sulle tele e sulle due vespe che Bertolino ha reinterpretato secondo la tradizione siciliana. Storie che gli sono state tramandate dal nonno e dal padre, che lui conosce ormai a memoria.

Se qualche volte nelle autostrade e nelle super strade vi capita di incrociare un camion con tante lucette variopinte sappiate che molto probabilmente l’autista è un erede del carrettiere.
Foto di Marina Caccianini

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