Il 26 e il 27 agosto a Borgo Parrini la II edizione di “Un Borgo di libri”

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A Borgo Parrini dove il modernismo catalano incontra la Sicilia in occasione della seconda edizione di “Un borgo di libri”, nell’ambito della  manifestazione Le notti BCsicilia  gli autori incontreranno i lettori.

Il 26 e il 27 agosto nel colorato borgo di Partinico dalle ore 17, 30 alle 21, 00,  musica, danza e libri allieteranno i visitatori, saranno due serate di fine estate all’insegna del divertimento e delle sane distrazioni.

 

La manifestazione è promossa da BCsicilia si terrà nel suggestivo Borgo Parrini presso la cooperativa Noe in territorio di Partinico.

Saranno presenti le più interessanti realtà editoriali.

La casa Editrice Bonfirraro di Barrafranca (Enna) nella serata del 27 agosto calerà il suo “tris d’autori”,  Daniela Scimeca con “Il mistero della tomba di Federico II”, Alessia D’Anniballe autrice di “Amuni’ e Salvatore Arena con i “40 cunti di Palermo.

Sarà l’occasione per passeggiare tra i colorati edifici di  Borgo Parrini.

Borgo Parrini è una frazione del comune di Partinico, in provincia di Palermo. Si trova a circa 20 km a sud di Palermo, nella parte meridionale della provincia.

 

Oggi Borgo Parrini è un piccolo borgo tranquillo e accogliente, con una popolazione di soli circa 20 abitanti. Offre ai visitatori una serie di attrazioni turistiche interessanti, come la chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario, che risale al XVIII secolo.

Ma l’attrazione principale sono alcune vecchie case che sono state restaurate in stile modernista catalano nel 2019, con forme particolari, opere d’arte e colori sgargianti che rimandano allo stile di Gaudì e in particolare alle sue opere del famoso Parco Güell di Barcellona.

Come recita l’epigrafe sul frontone del Teatro Massimo di Palermo, prepariamoci con queste piacevoli serate di fine estate per affrontare meglio il domani lavorativo.

 

 “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”
l’epigrafe incisa sull’architrave del portico d’ingresso, di alto valore etico e rappresentante l’impegno formativo che l’Arte dovrebbe avere: “L’Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire.”

 

Con questa epigrafe anonima, viene introdotto l’intrinseco fine ideale dell’arte, un fine propedeutico all’uomo di oggi e domani, un fine preparatorio alla civiltà. l’Arte (quella con la A maiuscola) ha il dovere di stimolare i popoli ad ambire a migliorarsi. Una continua ricerca di superare se stessi per preparare un domani più giusto e armonioso.
Qualsiasi espressione artistica è figlia della civiltà che la plasma e degli ideali che la pervadono e la animano come una scintilla, dunque strettamente correlata alle vicissitudini umane ed al bisogno dell’uomo in un determinato frangente storico e sociale, deve servire a preparare l’uomo ad un futuro migliore.
Foto: gli Autori di “Bonfirraro Editore” Daniela Scimeca, Arena Salvatore e Alessia D’Anniballe.

 

 

 

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Salvino Arena

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