“I Giganti di Palermo” Breve storia di “Una foto eterna”

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Pochi secondi di complicità tra i due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono quelli immortalati in uno scatto dal fotografo Tony Gentile. Stiamo raccontando di uno degli scatti più popolari d’Italia.
Palazzo Trinacria alla Kalsa quartiere che lambisce il mare di Palermo è il 27 marzo del 1992 Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, i due magistrati stanno appoggiando la candidatura del collega-amico Giuseppe Ayala alle elezioni politiche che si terranno il 5 e il 6 aprile, Paolo e Giovanni sono l’uno accanto all’altro. Si dicono qualcosa, parlano a bassa voce. Poi uno dei due fa una battuta. E il sorriso compare sui loro volti.
Un giovane fotografo palermitano Tony Gentile renderà eterno un “sessantesimo secondo”.
Nell’arco di 57 giorni intercorsi tra il 23 maggio e il 19 luglio 1992 la mano vile della mafia cancellerà quel sorriso che per noi tutti rimarrà indelebile.
Gentile racconta che: Il giorno successivo la fotografia non viene pubblicata. «Magari la usiamo un altro giorno», gli dicono. Ma dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio, quell’immagine diventa il simbolo della rinascita di una terra che reagisce contro la logica mafiosa.
“Quello scatto purtroppo ha acquisito il significato che oggi gli diamo», racconta Tony Gentile, «per quello che è successo dopo.

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