Vicolo del Sant’Uffizio e le carceri dove venivano rinchiusi gli inquisiti

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Vicolo del Sant’Uffizio: dalla via Butera alla salita dell’Intendenza.

Il vicolo prende il nome dal vicino palazzo Chiaramonte (da Manfredi I Chiaramonte, conte di Modica) o Steri (da Hosterium, palazzo fortificato), risalente agli inizi del Trecento, dove ebbe sede il Sant’Uffizio o Tribunale dell’Inquisizione dal luglio 1601 al marzo 1782, anno in cui fu abolito dall’illuminato vicerè Domenico Caracciolo. In quegli anni vi furono costruite le carceri e le celle per le torture. Molto interessante è la visita ai “graffiti” e alle pitture che i prigionieri hanno lasciato sulle pareti delle celle (testi suggeriti: di Leonardo Sciascia-Giuseppe Pitrè, “Urla senza suono. Graffiti e disegni dei prigionieri dell’Inquisizione”, Sellerio, 1999; di Leonardo Sciascia, “Morte dell’inquisitore”, Adelphi, 1992). Il palazzo fu poi adibito ad altre funzioni, abbandonato, fatto oggetto di abusi edilizi, finché fu restaurato negli anni ’70 dagli architetti Carlo Scarpa e Roberto Calandra e oggi è sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Dal 5 giugno 2021, la “Vucciria”, il dipinto più famoso di Renato Guttuso (v. foto 2), che era stato in trasferta alla Sala della Lupa di Montecitorio a Roma, è tornato a palazzo Steri, collocato nella Sala delle Armi, arricchita da testi, fotografie, contributi video, tra cui un’intervista con Guttuso, e voci registrate delle tipiche “banniate” della Vucciria, ossia delle grida modulate con cui i commercianti elogiano la loro merce e invitano i passanti a comprarla. La “Vucciria”, infatti, racconta il mercato storico di Palermo; la tela fu dipinta nel 1974 e misura 3 m x 3 m (Guttuso si servì di un elevatore in quota per dipingerla).

Il codice di avviamento postale di la strada Vicolo Sant’Uffizio a la città di Palermo è: 90133

 

Via Vicolo del Sant’Uffizio è nel Est della città di Palermo è fa parte della I Circoscrizione,  è lungo circa 127 metri.

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Salvino Arena

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